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Il palazzo dei Capitani di Malcesine

Il monumento nazionale di Malcesine che si affaccia sul Lago di Garda

Stagioni

Antica sede dei governatori scaligeri e in seguito del Capitano del Lago, è stato dichiarato monumento nazionale nel 1902.

Breve storia

Fu costruito dagli Scaligeri a cavallo tra il XIII e il XIV secolo sopra resti romani e romanici. Ridotto a semplici mura, forse a causa di un terremoto o di un incendio, divenne proprietà del veronese Francesco Mercanti e da lui passò ai figli. Costoro, il 18 dicembre 1473, lo vendettero ad Alessandro Miniscalchi. Da atti di compravendita del 1477, l'edificio appare già ricostruito in stile veneziano e sontuosamente decorato.

Nel 1618 Verona, su invito della Serenissima, comperò il palazzo per adibirlo a dimora del Capitano del Lago. In questo periodo subì vari lavori di rifacimento.

Il 20 marzo 1854 il comune di Verona lo cedette in affitto al comune di Malcesine che nel 1897 ne divenne esclusivo proprietario.

I restauri

I primi lavori di restauro risalgono al 1985 con il recupero dell’ultimo piano, ora sede della biblioteca comunale, e il rifacimento del tetto.

Con il contributo della Regione Veneto e dell’Istituto Regionale Ville Venete, su progetto dell’architetto Libero Cecchini, nel 2007 sono iniziati i lavori per la sistemazione del primo piano e del piano terra che hanno riguardato soprattutto il restauro dei dipinti murali, il consolidamento statico, il recupero dei vani in corrispondenza del sovrappasso di Corso Garibaldi e il rifacimento
dell’impianto idraulico ed elettrico.

Conclusi i lavori, il Palazzo dei Capitani ora si presenta nel suo antico splendore.

Il piano terra

Entrando, fatti pochi gradini, ci si trova in un ampio salone sul cui soffitto un affresco riproduce gli emblemi della Gardesana dell'Acqua (Rocca di Malcesine e leone di S. Marco), lo stemma di Verona e quello del Capitano del Lago Lodovico Giusti. Sulla parete settentrionale una lapide in latino ricorda le benemerenze del Capitano Domenico Becelli che preservò la riviera dalle vicende della guerra di successione spagnola, ai primi del ‘700.

Le stanze ai due lati del salone erano adibite ai servizi di guardia, alla segreteria, nonché ai magazzini e alle scuderie.

Il giardino

Dal portale situato sulla parete est si esce su un giardino in riva al lago dove era l'approdo della "ganzarina", la barca del Capitano.

Il primo piano

Dall'atrio, per una ripida scala di pietra, si sale al piano nobile. Girando a sinistra, si entra in un salone con ampie finestre veneziane e un poggiolo che guarda verso il lago.

Il soffitto a cassettoni è decorato con gruppi di foglie e fiori alternati agli stemmi dei Miniscalchi e dei Lodron, famiglia trentina imparentata con i Miniscalchi.

Sotto la travatura corre tutto intorno un cornicione dipinto di mascheroni, putti, cavalli marini e uccelli.

La porta di ingresso del salone è di pietra scura locale finemente lavorata in bassorilievo.

L'architrave porta scolpito il motto "Stat sine morte decus" (La magnificenza non manca mai). Nell'arco soprastante, affrescata probabilmente nel 1618, si legge la scritta latina "La città di Verona nel 1618 comprò ed assegnò questo palazzo ai Capitani del lago Benaco".

La porta sul lato nord porta in quella che un tempo era l'anticamera per le udienze che il Capitano teneva nel salone. Dalla saletta un tempo si entrava nelle sale per il soggiorno del Capitano e quindi nella cappella dedicata a S.Zenone.

Il secondo piano

Dal salone di mezzo, una scala di pietra ci porta al piano superiore dove erano le stanze della servitù e del cappellano.

Apertura, orario e contatti

Il Palazzo dei Capitani si trova in via Capitanato, vicino al porto di Malcesine.
Sono aperti al pubblico il piano terra e il giardino.
Il primo piano è aperto al pubblico durante i concerti, le conferenze o i matrimoni.