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Breve storia di Malcesine

I primi dati storici sono riscontrabili intorno al 500 a.C. e fanno riferimento ad insediamenti fissi ed organizzati di popolazioni di origine etrusca ed altre genti più o meno stanziali, successivamente inglobati dopo il 15 a.C. nel dominio di Roma.

Una prima edificazione del Castello sopra i resti di precedenti fortificazioni sembra sia databile intorno alla metà del primo millennio per opera dei Longobardi.
Nel 509 d.C. il castello venne parzialmente diroccato e successivamente ricostruito dai Franchi dopo aver sconfitto le armate Longobarde.

Nel 1277 Alberto della Scala, capitano generale del comune di Verona, rimaneggiò gli Statuti veronesi. In questi stabilì che qualunque castello o fortezza del territorio veronese doveva passare e rimanere sotto il potere della città, tranne sette che requisì perché restassero a sua diretta dipendenza: tra questi vi era anche il Castello di Malcesine.
I nuovi signori apportarono modifiche alla vecchia costruzione così che, da allora, il castello assunse l'appellativo di "scaligero".

Nel 1351 l'imperatore Carlo IV di Boemia concesse a Mastino II della Scala il Capitanato del lago con il diritto di porre custodi ed ufficiali e di revocarli. È questo l'inizio della Federazione Gardesana e del Capitanato del Lago (Gardesana dell'Acqua) che durerà fino alla Repubblica Italica (1802).

La Gardesana dell'Acqua era una federazione di 10 comuni dotata di larga autonomia. Era distinta in tre colonelli: quello di sopra comprendeva Malcesine, Brenzone e Pai; quello di mezzo Torri, Albisano, Garda e Costermano, quello di sotto Bardolino, Cisano e Lazise. Essi eleggevano 18 consiglieri (Malcesine 3) e un sindaco che di solito resiedeva a Torri, dove si tenevano le adunanze presiedute dal Capitano del lago.
Il Capitano aveva l'obbligo di vigilare e difendere i confini della Gardesana, oltre a svolgere normali compiti di polizia.

Il Capitano risiedeva a Malcesine, paese di confine, e per dargli una sede adatta il comune di Verona acquistò nel 1618 il palazzo dove stava il "casamentum" degli Scaligeri, l’attuale Palazzo dei Capitani.

Il rigoglio della federazione gardesana non pregiudicò la vita dei singoli comuni che la componevano. Malcesine seguitò a godere dei suoi diritti. Aveva tre consigli: il consiglio Piccolo, che sbrigava gli affari ordinari; il consiglio Grande, che trattava gli affari di grande importanza; il Consiglio Maggiore, composto da tutti i capifamiglia originari, trattava le cose straordinarie.

La Gardesana dell'Acqua, durante i 450 anni di esistenza, divenne più volte teatro di battaglie: la più celebre fu la battaglia tra Venezia e i Visconti di Milano con il trasporto delle galee veneziane dal fiume Adige al Lago di Garda.

Nel 1387, i Visconti di Milano subentrarono agli Scaligeri nel dominio del paese. Poi fu la volta di Venezia, nel 1405.
Nel 1508, quando la lega di Cambrai assalì Venezia, Malcesine, cadde, fino al 1516, in dominio dell'imperatore d'Austria Massimiliano. Poi di nuovo sotto Venezia.

Le guerre mosse da Napoleone nel 1796 contro l'Austria per cacciarla dalla Lombardia e dall'Italia portarono a Malcesine truppe prima austriache e poi francesi. Ormai il dominio di Venezia neutrale non esisteva più, rimase però intatto l'assetto amministrativo del Comune e della Gardesana dell'Acqua, sia con i francesi che con gli austriaci subentrati nel 1798.

Il 18 febbraio del 1801, in seguito alla pace di Luneville, fu creata la Repubblica Cisalpina alla quale fu aggregata anche Malcesine.

Quando nel 1802 si formò la Repubblica Italica, furono soppressi la Gardesana dell'Acqua, il Capitanato e il Consiglio degli originari, sostituiti dai consigli municipali.

Alla caduta di Napoleone, Malcesine entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto.

Malcesine subì solo indirettamente le vicende del Risorgimento. Fu occupata per un breve periodo dalle truppe piemontesi dopo la vittoria Goito nel 1848, poi rimase sotto il dominio austriaco finché non fu unita al Regno d'Italia nel 1866.